Base dei Vendicatori
Sono le tre del mattino, e Simon Williams sta fissando il soffitto. E’ una cosa comune per chi è appena diventato padre, ma in questo caso suo figlio Charles non è la causa della sua insonnia. Simon non ha bisogno di dormire da quando è diventato Wonder Man.
Normalmente farebbe di tutto per impegnare il proprio tempo in un modo che non sia fissare il soffitto, in attesa che sorga il sole: ma di questi tempi, piuttosto che fare il turno di notte ai monitor, preferisce riposare nello stesso letto di sua moglie e nella stessa stanza di suo figlio.
Poi, come è la norma in questo luogo, scoppia il caos. L’allarme generale inizia il proprio frastuono, chiamando a raccolta i potenti eroi della Terra per fermare chissà quale minaccia.
Come è ormai abituato a fare, Wonder Man scatta giù dal letto ed inizia ad indossare il proprio costume. Si ferma quando Wanda Maximoff, rigirandosi nel letto, gesticola nella direzione generale dell’altoparlante che lancia l’allarme.
Wonder Man non sa cosa succeda di preciso: forse un cortocircuito, oppure qualcosa di ancora più improbabile, ma fatto sta che il suono improvvisamente cessa. Non ci fa troppo caso, anche perché il frastuono ha svegliato suo figlio che inizia a urlare con tutto il fiato che ha in gola.
-Ci penso io, Wanda – dice Simon, ottenendo in risposta qualcosa di incomprensibile per colpa del sonno.
Nel corridoio si sentono i passi rapidi e decisi di eroi che scattano verso l’azione. Wonder Man sospira amareggiato, ma sa che cosa deve fare e torna a cullare il figlio.
A salvare il mondo ci penserà qualcun altro, oggi.
Sala delle riunioni
In qualità di avanzatissimo androide, nemmeno Visione ha bisogno di dormire. Per questo, il nuovo Presidente ha abolito la vecchia tradizione dei turni ai monitor: il suo cervello elettronico può tenere sotto costante controllo un gran numero di trasmissioni, e non c’è bisogno di stancare inutilmente gli altri Vendicatori.
Tutti i Vendicatori che
attualmente si trovano alla Base si presentano, in costume e pronti a tutto
nonostante sia notte fonda. Sersi, Machine Man ed Ercole non dimostrano
ovviamente alcun senso di stanchezza; Songbird e Thunderstrike non sono certo
da meno.
-Spero che sia qualcosa di grosso – dice Songbird sopprimendo uno sbadiglio.
-Invero! Il ritorno alla pugna del Principe della Forza richiede una battaglia epica! – esclama Ercole.
-Al
contrario, il motivo per cui ho suonato l’allarme è proprio per evitare uno
scontro – spiega Visione, indicando le due mappe proiettate dal
generatore olografico al centro del tavolo delle riunioni – Come sapete, avevamo lasciato delle
postazioni di monitoraggio ad Olympia e a Lemuria per verificare che la loro
guerra eterna non ricominciasse. Gli ultimi dati trasmessi riguardavano due
potenti esplosioni, esattamente nello stesso momento, una in ciascuno dei due
luoghi. Photon, puoi riferire qualche novità?
C’è un lampo di luce nella stanza, che immediatamente prende le sembianze di una giovane donna di colore in costume bianco. La sua improvvisa apparizione sorprende i suoi compagni di squadra; è un’applicazione del suo potere a cui è difficile abituarsi.
-E’ come pensavi, Visione: qualcosa ha fatto esplodere l’ambasciata lemuriana ad Olympia.
-C’è stato qualche ferito? – chiede preoccupata Sersi.
-Una ventina di Devianti carbonizzati – risponde Photon – Sicuro che non sia il caso di indagare subito anche a Lemuria e scoprire quali danni ha fatto l’esplosione avvenuta laggiù? Anche se è sotto il mare, trasformandomi in un fascio di neutrini potrei comunque...
-Dovremo
discutere questioni molto importanti alle Nazioni Unite domani, Photon, e tu
hai bisogno di dormire. Sono sicuro che, nel frattempo, potremo gestire la
situazione.
-Se lo dici tu...fatemi sapere se ci sono progressi – annuisce Photon, prima di scomparire in un altro lampo di luce.
-Un potere che fa risparmiare tempo... – osserva Songbird.
-Volevo
essere sicuro che non fosse un falso allarme. Sersi, Songbird ed Ercole: voi
tre siete i membri con maggiori legami con Olympia, quindi tenterete di capire
cosa sia successo. Ho richiamato Iron Man perché ripari il trasmettitore,
partirete con il Quinjet numero 1per Olympia al suo arrivo.
-E’ logico supporre che ricostruire il trasmettitore di Lemuria spetti a me – comprende Machine Man.
-Corretto.
All’arrivo di Capitan America ed Occhio di Falco, partirete per la capitale
Deviante con il Quinjet numero 2.
-Hey, perché il numero 1 è toccato a loro? – protesta Thunderstrike.
-Perché
Lemuria si trova in fondo all’oceano ed il Quinjet numero 2 è il meglio
equipaggiato per le profondità marine.
-Oh – è tutto quello che ha da dire Thunderstrike.
-Dovresti gioie, o guerriero del tuono! – esclama Ercole dando una forte pacca sulle spalle di Thunderstrike – Si narreranno le gesta della tua epica battaglia con i mostruosi Devianti!
-Non sono sicuro di comprendere: apparentemente, la nostra missione esclude uno scontro fisico – risponde Machine Man.
-Precisamente.
Cercate di tenerlo a mente, Vendicatori: è imperativo evitare un’altra
guerra Eterna-Deviante. Con ogni mezzo necessario.
#71
Il fardello dell’uomo eterno
Parte 1: L’unico Deviante buono...
di Carlo Monni e Fabio Furlanetto
Un luogo imprecisato
Il suo nome è Todd
Arliss... o forse dovremmo dire che lo era. Da quando, alcuni anni fa,[1] ha
subito un processo di mutazione genetica, infatti, risponde solo al nome di
Squalo Tigre e di quel predatore dei mari possiede sia la forza che
l’aggressività. Fino a tempi recenti era rinchiuso nel supercarcere federale
per supercriminali noto come “La Volta”, poi, dopo che il suddetto carcere è
stato danneggiato in seguito ad un tentativo multiplo di evasione,[2] è
stato trasferito al complesso conosciuto come Progetto Pegaso e da qui
“prelevato” qualche giorno fa. Da chi? Sta per scoprirlo adesso.
-Benvenuto Squalo Tigre.
Io sono il Barone Zemo e sono io che ho organizzato la tua evasione dal
Progetto Pegaso.
-E che cosa vorresti in
cambio?-
-Dritto al punto, eh?
Bene, così mi piace. Farò altrettanto anch’io. Ti offro l’opportunità di fare
quello che sai fare meglio: uccidere e smembrare. Entra nei miei Signori del
Male ed aiutami a distruggere i Vendicatori.
-I Vendicatori? Uhm.
Sono già stato un paio di volte in questi “Signori del Male” e non ha
funzionato granché, ma se mi garantisci che tra i bersagli ci sarà anche Namor,
ci sto.
-Non ci sono problemi. I
miei bersagli sono tutti coloro che sono o sono stati Vendicatori. Benvenuto
tra noi, Squalo Tigre.
In volo sul Mediterraneo
A bordo del Quinjet numero 1, Iron Man si alza dal sedile di co-pilota mentre Sersi, alla guida del potente velivolo, si lamenta:
-Preferivo quando avevamo il teletrasporto.
<<Con i poteri di Scarlet di nuovo ai vecchi livelli, anche alla
fine della sua maternità avremo bisogno di un mezzo di trasporto. Nel frattempo
ho anche fatto un po’ di migliorie al sistema di propulsione; adesso possiamo
andare da zero a Mach 5 in quaranta secondi>>
-Ma perché devo proprio guidare io? – continua a lamentarsi l’Eterna.
<<Perché hai collezionato meno ore di volo di tutti i
Vendicatori attivi, Ercole incluso>>
-Capita, quando si può levitare...
<<Nessuna idea di che cosa possa esserci dietro
all’attentato?>>
-Chi lo sa? I Devianti sono imprevedibili.
<<E l’esplosione a Lemuria, allora? Perché avrebbero dovuto...>>
-Non potrebbe importarmene di meno – risponde acidamente l’Eterna.
Dietro la maschera di Iron Man, Tony Stark vorrebbe dire qualcosa in materia...ma ricordando quello che Sersi ha passato durante la loro ultima visita ai Devianti, preferisce lasciar perdere.
Nella parte posteriore del Quinjet, abbastanza spazioso da ospitare almeno una dozzina di eroi, Songbird sta aggiornando Ercole sugli ultimi sviluppi del gruppo durante la sua assenza.
Iron Man è contento del ritorno del semidio greco: anche se non ha mai legato con lui quanto con Thor, il ritorno della sua irruenza ha fatto bene allo spirito dei Vendicatori dopo il coma di Wasp. E sospetta che, nascondendolo sotto la posa del guerriero interessato solo alla lotta, lo abbia pensato anche Ercole nel decidere di tornare.
-Quei viscidi vermi striscianti! Come hanno osato oltraggiare in modo sì brutale lo splendido corpo di un’Eterna!?
Ercole si alza in piedi, stringendo il pugno destro e sollevandolo per minacciare l’aria nella propria furia.
-Fermate questa nave meccanica, così che possa spedire personalmente tra le fauci di Cerbero quei...
<<Ercole, per favore: siediti>>
Il greco si avvicina ad Iron Man per fissarlo dall’alto verso il basso: anche con l’armatura, lo sovrasta di qualche centimetro.
-Come possono i Vendicatori aver lasciato la loro città in piedi, dopo una simile offesa!?
<<Abbiamo fatto giustizia, non vendetta. I mostri che hanno
violentato Sersi sono stati puniti a dovere, ma ci sono migliaia di Devianti
che non le hanno fatto niente e sono stati schiavi di un regime totalitario
dopo l’altro per secoli e secoli. Questa è una missione di pace: mettitelo in
testa, o te ne torni a New York a piedi>>
Sono pochi i mortali a poter guardare negli occhi un dio greco infuriato e riuscire a calmarlo.
Per fortuna Tony Stark è uno di
questi, ed Ercole se ne torna a sedere con un grugnito. Iron Man tira un
sospiro mentale di sollievo, dubitando che persino la sua
armatura l’avrebbe protetto a sufficienza in caso contrario.
-Forse Visione sarebbe dovuto venire al posto mio – interviene Songbird – Se vogliamo evitare un incidente diplomatico, voglio dire...non è che io possa fare un granché, temo.
<<Non prenderla dal lato sbagliato, Songbird, ma conoscendo gli
Eterni è possibile che il tuo retaggio ci dia maggiori possibilità di
comunicare>>
-“Retaggio”? Di cosa va parlando, Songbird? – chiede Ercole.
-L’ultima volta che siamo stati qui, ho scoperto di essere in realtà un’Eterna – gli rivela un po’ timidamente la ragazza, che non ha ancora capito come questa rivelazione dovrebbe influire sulla sua vita.
-Questa è un’ottima notizia, damigella! La tua bellezza, leggiadria e coraggio in battaglia sopravvivranno per più di cento secoli!
-Ehm...grazie, credo – risponde Songbird, visibilmente più terrorizzata che estasiata dall’idea.
-Questo richiederebbe una celebrazione! Iron Man, forse che il tuo signore Tony Stark potrebbe rifornire questi “Quinjet” con sidro, birra od idromele?
<<Neanche per idea, Ercole. E comunque, siamo quasi a
destinazione>>
Da qualche parte a
New York City.
Il luogo? Chiamiamolo
semplicemente il Quartier Generale segreto di una certa alleanza tra
supercriminali. L’Uomo? Il tredicesimo di una stirpe un tempo gloriosa che ha
fornito agli Stati tedeschi valenti generali, statisti, scienziati… e criminali
di guerra. Helmut Zemo sorride sotto la maschera che copre il suo volto
scarnificato. Stavolta la vendetta che per lungo tempo gli è sfuggita è
finalmente a portata di mano.
-Un soldo per i tuoi pensieri,
Barone.- a parlare è stato uno dei suoi più vecchi e fidati alleati: P. Norbert
Ebersoll, alias Fixer o Techno, se preferite.
-Li valuti tanto poco?-
è la sprezzante replica di Zemo all’osservazione del suo sottoposto.
-Non mi permetterei mai,
vostra altezza baronale. Mi chiedevo solo se avevi già deciso quando
attaccheremo i Vendicatori.-
-Uhm… non sono sicuro di
apprezzare il tuo sarcasmo, si addiceva più al personaggio di Techno… e tu non
lo sei più adesso. Comunque non è ancora il momento di attaccare: il nostro
piccolo esercito non è ancora al completo. Abbiamo ancora diverse… reclute… da
contattare. Quando verrà il momento voglio avere a disposizione la più potente
forza d’attacco che si sia mai vista.
-A dir la verità… forse
sarebbe più saggio attaccarli e sconfiggerli un po’ alla volta. Uniti i
Vendicatori sono sempre stati una forza formidabile, dovresti ricordarlo.-
-Non lo metto in dubbio
ed infatti attaccarli uno alla volta od a piccoli gruppi è esattamente la mia
intenzione, ma iniziare l’attacco troppo presto li metterebbe in guardia ed io
voglio evitarlo. Stavolta la vittoria deve essere mia.
-Capisco, Barone. Ora
scusami, ma ho ancora un po’ di cose da fare in laboratorio. Quel Venom che
abbiamo catturato un po’ di tempo fa merita uno studio approfondito.
Fixer esce dalla stanza
e Zemo richiude bruscamente la porta rimanendo di nuovo solo… ma non per molto.
Improvvisamente e misteriosamente nella stanza si diffondono le note di una
musica cupa: la Marcia Funebre di Chopin.
-Devi proprio fare
queste stupide entrare teatrali?- esclama Zemo rivolto ad una figura apparsa
nel vano di una porticina apertasi in una parete.
-Mi diverte- risponde
semplicemente il suo interlocutore aspirando il fumo di una sigaretta da un
lungo bocchino e poi lasciando cadere con noncuranza la cenere sul pavimento
–Comunque, ero solo curioso di vedere come stava andando questa tuo piccolo
piano
-Il mio piano, per
l’appunto- ribatte Zemo -Tu non c’entri niente. Lascia che ci pensi da solo ai
miei affari.
-Non ho nulla in
contrario. Distruggi pure i Vendicatori, se è quello che vuoi, ne sarò solo
felice. Attento, però, a non mettere in pericolo i nostri piani di lungo
periodo.
-Di questo non devi
preoccuparti, ho pensato a tutto.
-Io non sono mai
preoccupato- replica l’altro.
La musica in sottofondo
cessa, una porta si richiude e Zemo è di nuovo solo.
Olympia, città degli Eterni
Sulla cima del monte Olimpo, invisibile agli occhi dei mortali grazie ad una tecnologia di sfasamento dimensionale, si erge la più antica città del pianeta. Al tempo stesso modernissima e più vecchia di qualunque civiltà umana; persino Ercole ne subisce il fascino.
-Invero, la meraviglia di questa città rivaleggia con l’Olimpo stesso...posso comprendere come si sia originata la confusione dei mortali.
Nel breve tragitto dalla piazza in cui sono atterrati alla posizione dell’ambasciata, i Vendicatori non incontrano un solo Eterno.
Arrivati a destinazione, capiscono il perché. Una piccola orda di Devianti, dalle più disparate forme, dimensioni e colori, si è radunata di fronte alle macerie. Almeno due dozzine di Eterni li circondano, quasi tutti fluttuando a mezz’aria.
Nonostante l’accerchiamento i Devianti urlano, protestano, lanciano insulti e sassi contro gli dei che li circondano. Nessuno di essi osa avvicinarsi troppo, tranne uno: un gigante di due metri e mezzo, con occhi da insetto e sei braccia ben muscolose.
Sta sbraitando in faccia ad un Eterno dai capelli biondi, con un costume blu, che lo fissa con un’espressione glaciale.
-Io non c’entro niente con l’attentato! Sono venuto qui con la mia famiglia per lavorare, non per essere trattato come un animale!
-Siete tutti sospettati – risponde con calma Ikaris
– Ancora non sappiamo chi o cosa abbai causato l’esplosione, ma è notorio che tra voi Devianti c’è n’è più di uno capace di architettare una simile perfidia.
-Adesso ti faccio vedere io di che cosa è capace un vero Deviante! – urla il mostro, sollevando le grandi braccia pelose e preparandosi ad assestare tre ganci destri al mento di Ikaris.
Invece i suoi pugni si fermano quando incontrano una barriera rosa. Il Deviante indietreggia, e le urla di protesta dei suoi simili aumentano di volume.
<<Sembra
che non siamo stati abbastanza chiari, l’ultima volta: basta guerre>> dice
Iron Man, per poi sussurrare a Songbird <<Abbassa
pure la barriera sonica, ma preparati nel caso in cui si agitino troppo>>
La ragazza annuisce, ed il campo di forza composto di suono solidificato svanisce. Ikaris degli Eterni Polari si volta per osservare i Vendicatori, dirigendosi, quindi, verso Sersi.
-Ho provato a ragionare con loro…Ma
devi ammettere che a volte si comportano davvero come delle bestie senza
cervello.– protesta indicando le macerie fumanti e la folla urlante.
-Mi hanno detto che non si è fatto male nessun Eterno – risponde Sersi, cercando di non guardare nemmeno i Devianti.
-Per fortuna solo il vecchio Aletheo era presente all’esplosione. Siamo arrivati molto vicini alla tragedia: è tornato sulla Terra da poco, e non ha ancora recuperato tutte le sue energie cosmiche. Se fosse stato nel punto esatto in cui è avvenuta l’esplosione, i suoi atomi sarebbero stati dispersi.
-Come “vicini” alla tragedia? Credevo ci fossero state delle vittime – ricorda Songbird.
-Hai ragione. Sono morti dei Devianti. Purtroppo a volte mi faccio un po’ troppo prendere dai vecchi pregiudizi.– alza le spalle – Si è parlato di erigere un monumento al posto dell’ambasciata lemuriana.
<<Se
non vi dispiace, vorrei esaminare quello che è rimasto dell’esplosione e
parlare con questo Aletheo, se è l’unico testimone>>
-In realtà sì, Iron Man,
ci dispiace. Questa non è una questione per i mortali; Sersi ed Adora possono
restare, ma tu ed il mezzo umano dovete andare.
-Come osi riferirti al Leone
di Olimpia come “mezzo umano”? – protesta Ercole – E chi è questa “Adora”?
-E’ il mio nome da
Eterna – spiega Songbird – Ikaris, ne abbiamo già parlato l’ultima volta: basta
con la guerra fredda con i Devianti. Quello che fate qui ha ripercussioni in
tutto il mondo, ed i Vendicatori non possono più ignorarlo.
<<Quindi
non mi interessa se ti dispiace o meno: siamo qui per restare. E già che ci
siamo, questa gente può tornarsene a casa: se volete li interrogherete in
seguito, con la nostra supervisione. Ma devianti o meno, sono innocenti fino a
prova contraria>>
-Sei veloce a dare
ordini, per un essere umano. Ma cosa ti fa pensare di avere autorità ad
Olympia?
I Vendicatori si
radunano alle spalle di Iron Man: Ercole fa scrocchiare le nocche, Songbird ricrea
le proprie ali di suono solido, e gli occhi di Sersi si accendono di energia
cosmica.
<<Possiamo
risolvere la questione da persone adulte o combattere riducendo in macerie la
città, Ikaris. A te la scelta>>
-A dire la verità, non è
a lui che spetta una decisione simile – interviene la voce di una donna.
A fianco di Ikaris
appare in un lampo Thena, principessa degli Eterni di Olympia, con la sua
armatura dorata ed i lunghi capelli biondi. Appena il suo teletrasporto è
completato, si rivolge sia ai Devianti che agli Eterni che li stanno
circondando:
-Cittadini di Olympia,
ospiti di Lemuria: tornate nelle vostre case. Abbiamo lavorato troppo duramente
per la pace tra i nostri due popoli per lasciare che un incidente
insignificante come questo possa rovinare tutto.
Gli Eterni annuiscono,
volando verso casa; i Devianti si ritirano, anche se il gigante a sei braccia
sottolinea:
-Ecco cosa significa per
loro la morte di venti figli di Lemuria: un “incidente insignificante” – ringhia,
pur non avendo il coraggio di stuzzicare ulteriormente gli Eterni.
<<Grazie
per l’aiuto, Thena. E’ un piacere che qualcuno da queste parti conosca
ancora la diplomazia>>
-Non potevate arrivare
in un momento peggiore – risponde l’Eterna alzandosi in volo – Seguitemi: Zuras
desidera parlare con voi.
Senza chiedere ulteriori
spiegazioni, Iron Man e Sersi decollano. Songbird fa lo stesso, creando anche
una corda di suono solido che Ercole possa afferrare per essere trasportato in
volo.
Prima di allontanarsi,
Thena dà un ultimo ordine:
-Ikaris, visto che non
hai niente di meglio da fare, perché non dai una ripulita a queste macerie?
Lemuria, sul fondo
dell’Oceano Pacifico
Il Quinjet numero 2
emerge da uno dei grandi tunnel che collegano la Città dei Rospi alle
profondità oceaniche. Machine Man è il primo ad uscire dal velivolo, allungando
il collo telescopico per avere una visione d’assieme della città.
-Siamo relativamente
vicini al luogo dell’esplosione – informa gli altri Vendicatori.
-Okay, andiamo a dare
un’occhiata – risponde Occhio di Falco, per poi voltarsi verso i suoi compagni
di squadra e ricordare: -Mi raccomando, questa è una missione
diplomatica...vediamo qual è il problema, e se possibile diamo una mano. Niente
scenate da testa calda, ci siamo capiti?
-Stai cercando di
convincere noi o te stesso? – risponde Capitan America.
-I Devianti non sono
noti per la loro calma, cap junior: probabilmente non aspettano altro che una
provocazione, per scatenare un’altra guerra – spiega l’arciere.
-Guarda che c’ero
anch’io, l’ultima volta – gli ricorda Capitan America.
-La faccenda delle due
esplosioni simultanee non mi piace per niente...e poi, per che motivo? Credevo
avessero capito che, se avessero cercato di attaccare un’altra volta gli
Eterni, saremmo intervenuti per dargli qualche altra botta in testa – aggiunge
Thunderstrike.
-No, non dobbiamo dargli
nessuna botta – risponde Occhio di Falco, per poi assumere un tono di voce
diverso. E’ un’inflessione che non usa spesso: ora non è l’avventuriero mascherato
che si diverte a sfiorare il pericolo, è il comandante che mette in ordine le
sue truppe.
-Il bastone e la carota
non funzionano con i Devianti; gli Eterni non hanno fatto altro per migliaia di
anni, e non è servito a niente. Una bella batosta e poi li lasciavano fare,
finché non causavano un altro disastro, e giù ancora di botte. Non voglio che
ricominci tutto da capo.
-Hai ragione, dobbiamo
smetterla di trattarli come barbari e convincerli che possono migliorare la
propria società – risponde Capitan America – La maggior parte di loro non è
interessata alla guerra, ma sono stati vittime di un regime oppressivo dopo
l’altro per chissà quanto tempo. Anche se i problemi causati dal loro
isolamento e dai loro problemi genetici sono comprensibili, non è una scusa
sufficiente: è tempo che i Devianti imparino a prendersi la responsabilità
delle proprie azioni.
-Bel discorso; il
vecchio Cap ti ha lasciato un manuale di istruzioni su come pontificare, oltre
allo scudo? – lo prende in giro Occhio di Falco.
-Qualcosa del genere –
risponde Capitan America, dispiacendosi per non avere una risposta migliore. Il
vecchio Capitano sarebbe stato così ottimista sulla possibilità di redimere i
Devianti?
-Spero proprio che i
Devianti non c’entrino niente con l’esplosione, o ci ritroveremo tutta la città
addosso...voglio dire, l’ultima volta questa era una polveriera pronta ad
esplodere – ricorda Thunderstrike.
-Potresti avere più
ragione di quanto credi – interviene Machine Man, tornando ad altezza normale
ritraendo gli arti telescopici – Secondo le mie analisi preliminari, più di un
quarto della città sta attualmente andando a fuoco.
Palazzo Reale di
Olympia
Iron Man, Sersi,
Songbird ed Ercole stanno camminando lungo gli ampi corridoi che portano alla
sala del trono. L’eco dei loro passi si riflette sulle scene di battaglia
incise sulle mura; scontri epici della lontana guerra civile degli Eterni,
ormai vecchia di decine di millenni, ma soprattutto innumerevoli scontri contro
gigantesche orde di Devianti.
-Non mi capacito mai di
quanto sia deserto questo posto – nota Songbird – C’è così poca gente, per una
città così grande e bella...
-Dici il vero, dolce
Songbird. Questo luogo mi rammenta gli antichi templi lasciati deserti dopo il
crollo di un impero.
<<Dicevi che abbiamo scelto un brutto
periodo, Thena>> ricorda Iron Man,
parlando con l’Eterna che fluttua davanti ai visitatori mostrando la strada <<Cosa intendevi?>>
-Dopo aver proclamato la
pace ed aver aperto l’ambasciata – spiega l’Eterna – C’è stato uno scambio.
Alcuni di noi si sono trasferiti a Lemuria per aiutarli a ricostruire la città,
mentre numerosi Devianti si sono trasferiti qui. Come ha ricordato Adora...
-Chiamami Songbird, per
favore.
-Questa città è quasi
deserta, ed avevamo spazio a sufficienza per degli immigrati. Ma molti fratelli
e sorelle Eterni sono troppo scettici in materia, ed hanno preferito restare il
più alla larga possibile. Il ghetto lemuriano è stato molto...restio a seguire
le nostre leggi.
<<Chi si occupava della gestione dell’ambasciata,
prima dell’esplosione?>>
-Solo il vecchio
Aletheo. Dopo aver esplorato lo spazio negli ultimi ventimila anni, è tornato
ad Olympia in seguito al richiamo di Zuras...ed ha trovato l’idea di studiare i
Devianti troppo affascinante per lasciare che se ne occupasse qualcun altro.
-Giusto per curiosità:
quanto è “vecchio” questo Aletheo? – chiede Songbird con una punta di
preoccupazione.
-E’ stato il maestro di
manipolazione molecolare di mio padre, quindi dovrebbe avere almeno
quattrocento anni.
-Non sembra molto...
-Anni eterni– precisa Sersi – Ha passato da
tempo i 400.000, anche se probabilmente non li dimostra.
-E’...è normale arrivare a quell’età, per un
Eterno? Deve essere un record o simili, vero?
-Il mio primo maestro di
danza va per i 700.000 ed è ancora un bel fusto – risponde Sersi, sperando di
rallegrare la compagnia di squadra.
Considerando il pallore
sul volto di Melissa Gold quando pensa alla possibilità di vivere così a lungo,
probabilmente non è stata una buona idea.
All’apertura delle
grandi porte della sala del trono, persino Ercole resta senza parole per lo
splendore e la magnificenza regali di questo luogo, al di là di ogni
immaginazione.
Ad accoglierli è un uomo
massiccio dalla folta barba rossa; come il suo costume verde mette in risalto,
nonostante l’età inconcepibile per un umano resta una figura possente.
-Sersi, Adora, è un
piacere rivedervi. Il mio cuore non è mai in pace, al pensiero che due delle
figlie di Olympia possano essere in pericolo dall’altra parte del mondo.
Zuras si avvicina alle
due donne con fare paterno, senza però che la cosa sembri particolarmente
apprezzata.
-So badare a me stessa
ormai, Zuras, ma grazie per l’interessamento – risponde Sersi.
-Mi chiami Songbird, la
prego – dice Songbird, per cui quest’uomo è ancora un estraneo.
Zuras stringe con forza
la mano di Ercole, essendo uno dei pochi a poterlo fare senza rompersi qualche
osso.
-Ed è sempre un piacere
reincontrare il figlio di Zeus, con cui i mortali mi hanno molto spesso
confuso.
<<Ehm>> attira l’attenzione Iron Man, notando di essere stato
lasciato per ultimo nonostante sia a capo di questa missione <<Mi dispiace interrompere la riunione di famiglia, ma siamo
venuti qui per dei motivi seri>>
-Non capisco di
cosa...oh sì, l’attentato. Nulla di rilevante.
<<Io considero “rilevante” la morte di
venti persone, Zuras>>
-Devianti – lo corregge
il re di Olympia – E’ nella loro natura essere aggressivi nei nostri confronti.
Ma venite, desidero farvi conoscere i nostri fratelli perduti da tempo.
Affacciati ad una delle
finestre che mostrano le glorie della città ci sono, infatti, un uomo e due
donne che nessun altro dei presenti aveva mai visto in nessuna delle visite
precedenti.
L’uomo dalla folta barba
nera e la donna dall’armatura leggera che ne mette in risalto le curve si
avvicinano a Zuras, senza curarsi troppo di posare lo sguardo sugli altri.
-Vendicatori, desidero
presentarvi Enili ed Innara, degli Eterni di Eridu...a volte confusi dai
mortali con gli dei del pantheon sumero.
-Valorosi dei che un
tempo ho incontrato – ricorda Ercole – E’ straordinaria la somiglianza con
Enlil, dio dell'aria e delle tempeste. E la bellezza di questa dama rivaleggia
con Inanna, dea della fertilità, dell’amore e della guerra.
-Non hai ancora
rinunciato ad allevare esseri umani, Sersi? – chiede Innara, ignorando
completamente le parole di Ercole – Dopo tutto questo tempo, credevo avessi
imparato ad ammaestrarli.
<<Ne deduco che conosci la signora. Una
vecchia amica?>> sussurra Iron Man.
-Ho vissuto per un po’
in Mesopotamia, da bambina – ricorda Sersi – Ma non ci parlavamo molto. Innara
aveva una vera passione per uccidere uomini e donne dopo esserseli portati a
letto.
-Molto interessante,
Zuras, ma non siamo venuti qui per incontrare i tuoi animali da compagnia – si
intromette con voce profonda Enili.
Songbird ed Iron Man si
scambiano un’occhiata d’intesa, sapendo benissimo cosa succederà in meno di un
secondo:
-Nessuno può parlare
così al figlio di Zeus! Rimangia le tue parole, marrano, o te le farò ingoiare
a forza! – scatta Ercole, avvicinandosi all’Eterno sumero pronto a
scaraventarlo in orbita.
<<Ercole...>> tenta di calmarlo Iron Man, con poca convinzione: non
è che a lui questo Enili sia poi particolarmente simpatico.
-Oh sì, mi ricordo di
te...l’impostore che ha cercato di rubare la fama di Gilgamesh. Non che importi
molto, visto che tutti i mortali a cui interessava la cosa saranno ormai morti.
E’ l’ultima goccia:
Ercole carica un pugno che sarebbe sufficiente a creare un piccolo terremoto, e
si prepara a scagliarne la furia contro l’Eterno.
Enili non si muove, ma
una scarica di vento si scatena dalla sua posizione a quella di Ercole. La
potenza di un tornado lo investe in pieno, sollevandolo da terra e non lasciandogli
niente a cui aggrapparsi. Lo scaraventa contro uno dei muri della sala del
trono più resistenti di una porta blindata. Non è sufficiente: il vento
sollevato telecineticamente da Enili si ferma solo dopo aver scagliato il
semidio attraverso la parete.
-Credevo che solo Thor
potesse fare una cosa del genere – si meraviglia Songbird.
Solo adesso, l’altra
donna si volta verso i Vendicatori. Indossa preziosi abiti cerimoniali, tra cui
un imponente copricapo su cui spicca la lettera greca omega. In realtà si
tratta di un simbolo più vecchio di migliaia di anni rispetto all’alfabeto
greco, e che per i sumeri era un simbolo divino.
-E’ questo il modo con
cui amministri la tua città, Zuras? – chiede con atteggiamento regale ed
altezzoso.
-Vendicatori, costei è Ki,
regina di Eridu e consorte del re Enki. Identificata dai mortali sumeri con
Ninhursag, signora della terra e madre degli dei.
-Questo oltraggio è
imperdonabile, Zuras: oltre ad aver insozzato la Città Eterna con la feccia
deviante, ora porti al mio cospetto dei miseri umani perché osino attaccare mio
figlio?
<<Incantato di fare la sua
conoscenza>> risponde Iron Man <<Zuras, se non hai niente in contrario vorrei esaminare le
macerie e parlare con questo Aletheo>>
-Questo incontro è
terminato – annuncia Ki, levitando verso l’uscita. Enili fa altrettanto,
guardando Iron Man con malcelato sdegno. Innara si dirige prima verso Ercole,
che si sta togliendo di dosso i frammenti di parete. Innara lo afferra per la
barba e gli stampa un lungo ed appassionato bacio in bocca.
Ercole non sembra fare
particolare resistenza, ma appena inizia a contraccambiare l’Eterna lo scaglia
con forza attraverso un’altra parete.
-Non male. Se oltre agli
animali ti interessano le dee, fatti rivedere – dice prima di uscire dalla sala
del trono.
Howard A. Stark Memorial Hospital. Manhattan
-Se non fossi ormai
abituato da anni alle cose più strane non ci crederei.- commenta il Dottor
Keith Kincaid osservando i risultati degli esami dell’uomo di colore seduto sul
lettino del piccolo ambulatorio.
-Beh, spero almeno che
siano buone notizie.- commenta William Barrett Foster, ingegnere elettronico di
fama, meglio conosciuto in certi ambienti anche come Golia Nero, supereroe.
-Le migliori che si
potrebbero pensare.- risponde Keith –La sua guarigione è praticamente completa.
Dopo quello strano lampo della settimana scorsa[3] le lesioni che l’avevano portato quasi
alla morte sono svanite come se non fossero mai esistite. Perfino la milza e
parte del polmone che avevamo asportato sono ricresciuti come nuovi.
-Non mi lamenterò certo
di questa fortuna, anche se mi piacerebbe sapere chi o cosa l’ha causata.
Quindi alla fine il verdetto è…
-Per quello che mi
riguarda può lasciare l’ospedale oggi stesso.
-Non aspettavo altro. Ho
una vita che mi aspetta, là fuori.
Poco è più tardi, seduto
sull’obbligatoria carrozzina Bill viene accompagnato all’ingresso dove lo
aspettano i suoi amici: Celia Jackson, Kayla Ballatine e Dale West
Dopo i convenevoli di
rito, il gruppetto si avvia oltre l’uscita.
-Notizie di Talia?-
chiede, riferendosi a Talia Kruma, suo capo e fondatrice della Kruma
International, nonché suo attuale interesse sentimentale, per così dire.
-Nessuna, purtroppo.-
risponde Kayla –La sua scomparsa è ancora un mistero. Non sappiamo nemmeno dove
sia andata dopo che ha lasciato New York.[4]
-E tu che mi dici Dale, a te come vanno le cose?
Il biondo e grassoccio
ingegnere fa una smorfia.
-Ehm… adesso bene… Ho
deciso di prendere… ehm… certe cose con più calma.
-Forse
dovrei farlo anch’io se…
L’attenzione di Bill
viene distratta dalla vista di un gruppetto familiare: un uomo di colore con la
testa rasata ed i baffi seduto su una sedia a rotelle spinta da un ragazzino,
suo figlio quasi certamente, ed affiancato da una donna che spinge un
passeggino con una bambina.
Il suo viso gli ricorda
qualcosa, ma non riesce a ricordare chi può essere. La voce di Celia interrompe
il filo dei suoi pensieri.
-Dove ti portiamo, Bill?
-A casa, per ora. Voglio
riposare un po’.
E poi… penserà a come
scoprire che fine ha fatto Talia.
Sala del trono di Olympia
-Sei completamente
uscito di testa!?!? – urla Sersi in faccia a Zuras, appena i tre Eterni sumeri
se ne sono andati.
I suoi compagni
Vendicatori sono shockati dalla sua rabbia, e del modo in cui si è appena
rivolta senza il minimo rispetto al suo re. Thena non dice una parola, come se
finalmente qualcuno dicesse a voce alta quello che lei finora aveva a malapena
avuto il coraggio di sussurrare.
-Qual è il problema,
Sersi? – risponde Zuras con la sua tipica calma.
-Hai richiamato gli
Eterni di Eridu? Come ti è venuto in mente? Sono dei macellai!
<<Sersi, non credi di esagerare?>> interviene Iron Man; non tanto per difendere il trio
sumero, quanto perché sembra essere l’unico a ricordarsi che questa è principalmente
una missione diplomatica.
-Tu non c’eri all’epoca,
Iron Man. Io ero solo una bambina, ma mi ricordo benissimo. Lo sai quanto è
durata la guerra tra Olympia ed Eridu? Quattrocento anni ininterrotti. E
l’unico motivo per cui abbiamo firmato quello stupidissimo trattato a Babilonia
è stato... perché non glielo racconti tu, Zuras?
-Io ed Enki, il loro
sovrano, avevamo idee radicalmente diverse su quale dev’essere il rapporto tra
Eterni ed esseri umani. Io ritengo sia nostro dovere proteggerli senza però mai
interferire nel loro sviluppo, mentre Enki era di idee più...radicali.
-Non girare attorno alla
questione, padre, hanno il diritto di sapere – prende coraggio Thena –
Schiavitù. Gli antichi sumeri ritenevano che l’umanità fosse stata creata dai loro
dei per esserne schiava, ma che gli dei li avessero liberati quando erano
diventati troppo difficili da gestire.
-Memoria ancestrale di
quando gli Eterni di Eridu avevano schiavi umani – rivela Sersi – Millenni fa,
prima ancora che i sumeri inventassero la scrittura. In realtà, smisero
soltanto perché Zuras decise di liberare i loro schiavi, e la lotta per imporre
la loro ideologia si rivelò insostenibile.
<<Fondamentalisti Eterni>> comprende Iron Man <<Grandioso. Davvero grandioso>>
-Non erano schiavi – precisa Zuras – Gli umani non
erano trattati in modo crudele; davano loro cibo, vestiti ed un riparo. Più che
altro, li consideravano animali domestici.
-Come se fosse meglio –
risponde Songbird.
-Non dico di appoggiare le
loro idee...ma gli Eterni sono rimasti isolati per così tanto tempo, e la
nostra civiltà è ristagnata mentre i mortali attorno a noi prosperavano. Quando
voi Vendicatori mi avete parlato della forza che nasce da personalità ed idee
contrastanti, ho deciso che era tempo di riallacciare i contatti con tutte le
città Eterne rimaste finora in silenzio. Polaria, Meru, Oceania, Mlima...
<<Dovremo aspettarci altre visite,
quindi?>>
-Finora soltanto gli
Eterni di Eridu hanno risposto alla mia chiamata. Non conoscono molto del mondo
mortale di oggi...dato che il Trattato di Babilonia proibiva loro di espandere
la propria città o di schiavizzare di nuovo esseri umani, negli ultimi duemila
anni hanno preferito ritirarsi in meditazione per affinare le proprie capacità.
-Ed hai avuto la bella
idea di... – inizia a lamentarsi Sersi, fermandosi quando l’intero palazzo
inizia a tremare in seguito al rumore di una potente esplosione.
-Un altro attacco! –
esclama Thena, mentre Zuras si limita a calare il capo con un’espressione di
sconforto.
<<Songbird, blocca tutte le uscite
attorno al bersaglio per impedire la fuga dell’attentatore! Sersi, tu ed io
eseguiremo una ricerca dall’alto! Ercole, tu resta qui a proteggere...>>
Iron Man si ferma,
osservando Zuras; Thena si è già teleportata fuori dal palazzo.
<<Ripensandoci, non credo ce ne sia
bisogno: cerca di tenere a bada la folla>>
Lemuria, sul fondo
dell’Oceano Pacifico
Questo è forse uno dei
luoghi più strani del pianeta. Una folla di migliaia di persone si riversa
nelle strade, una folla composta da individui radicalmente diversi l’uno
dall’altro.
Madri che stringono
figli ancora più orribili, fratelli dal colore della pelle diversa o con un
numero differente di arti che cercano di mettere al sicuro la propria casa.
Case diroccate, in alcuni casi vecchie di migliaia di anni e ricostruite così
tante volte da non avere più nulla in comune con l’originale.
Poi, all’improvviso, si
alza una folata di vento. Un vento strano, così forte da spegnere le fiamme che
avvampano una gran parte di una città estremamente irregolare, senza però
spostare le persone o togliere loro l’aria da respirare.
Un Deviante dalla pelle
rosa, fino a pochi secondi prima all’interno di un palazzo in fiamme ed ora di
nuovo in salvo, riporta alla madre con un braccio solo che esce all’altezza
dello sterno il figlio neonato, i cui tentacoli si stringono con forza alle
braccia del soccorritore.
Il suo nome è Kro ed è
di fatto il sovrano di Lemuria, pur non avendo nessuna carica precisa. Un tempo
generale, traditore, diplomatico e patriota, sapeva che qualcosa del genere
sarebbe accaduto non appena è stato informato dell’esplosione.
La folla si ritrae
all’atterraggio dell’uomo biondo dalla possente muscolatura, ai loro occhi
orripilante quanto ogni essere umano. Thunderstrike smette di roteare la mazza
incantata che gli ha dato il nome, e si avvicina al sovrano che riconosce.
-Avrei dovuto immaginare
che solo il potere di Thor avrebbe potuto domare un incendio simile in così
poco tempo – riconosce.
-Fortuna che è bastato
il suo sostituto, allora...Kro, che è successo? Come è iniziato l’incendio? Ci
sono vittime?
-Vedo che ai Vendicatori
interessa poco il benessere di Lemuria, se mandano solamente uno dei loro
membri – risponde il Deviante, mentre le sue ustioni guariscono a vista
d’occhio.
-Al contrario, siamo
pronti a prestare tutto il soccorso necessario – risponde Machine Man, o meglio
la testa di Machine Man che ha allungato il collo per parlare con il sovrano:
il resto del suo corpo è ancora a qualche decina di metri – Sfortunatamente,
solo uno di noi può volare.
-Ed un altro di noi era
occupato a lanciare tutte le proprie frecce anti-incendio – interviene Occhio
di Falco, seguito da Capitan America che osserva:
-Volevamo coordinarci
con le autorità lemuriane, ma sembra che tu sia l’unico ad aver tentato un
soccorso.
-In effetti avevo
ordinato ai soldati di prestare soccorso – ricorda Kro – Ma sembra che
ultimamente...no, non mi credereste: meglio che mi seguiate.
Il sovrano Deviante si
incammina di buon passo verso il centro della Città dei Rospi, mentre
Thunderstrike sussurra a Capitan America:
-Non mi sembra che
questo posto sia amministrato meglio dell’ultima volta...
Olympia
Nel quartiere lemuriano di
Olympia, intanto, è scoppiato il caos. Se le costruzioni degli Eterni hanno
resistito bene all’esplosione, i vicini edifici costruiti dai Devianti non sono
stati altrettanto fortunati. E’ scoppiato un grande incendio, e creature
dall’aspetto bizzarro sono state costrette ad abbandonare tutto ciò che è
rimasto loro pur di mettersi in salvo.
Sopra di loro, Ikaris
batte le mani con una forza sufficiente a spegnere le fiamme in un unico,
gigantesco colpo di vento.
Ci sono istanti di
silenzio, mentre l’Eterno fluttua sulle loro teste in attesa di gratitudine.
Poi, uno dopo l’altro, i Devianti raccolgono detriti e sassi ed iniziano a
lanciarglieli contro insieme alle loro grida rabbiose:
-Maledetti Eterni,
lasciateci in pace! E’ così che volete sterminarci? – chiede l’orribile
Deviante a sei braccia – Vieni qui a combattere da uomo, invece di nasconderti
nel...
Innara atterra
rumorosamente proprio di fronte a lui, ed il Deviante fa un passo indietro: non
ha mai visto questa Eterna, finora.
La donna si erge fiera,
sorridendo ed indicandosi il petto:
-Il tuo colpo migliore.
Forza...o sei troppo stupido per capire quello che dico?
Carico di rabbia, il
mostro la colpisce con tutta la sua forza e tutte le sue braccia...o almeno ci
prova, perché un campo di energia blocca i suoi pugni. Pieno di dolore, il
mostro indietreggia, fissando negli occhi la donna.
-Io...io mi arrendo.
-Io no – risponde
Innara, afferrando il Deviante per la testa e sganciandola dal resto del corpo
come se nulla fosse.
Alla vista di
quell’omicidio assolutamente gratuito, Ikaris scatta alla velocità del suono
per attaccare l’assassina...o almeno ci prova: quando si trova a pochi
centimetri da lei, una forza esterna lo blocca.
I Devianti
indietreggiano all’arrivo della regina Ki e di suo figlio Enili. Anche con
tutta la sua forza, Ikaris riesce a muoversi di pochi millimetri.
-E’ a questo che si sono
ridotti gli Eterni di Olympia? – chiede Ki a gran voce, sicura che la città lo
stia ascoltando – Ad alzare i pugni contro i propri simili, per vendicare la
vita di un assassino Deviante? A lasciare che la propria gloriosa città sia
ridotta ad un cumulo di macerie da questi vermi striscianti?
<<Cosa diavolo sta succedendo?>> chiede Iron Man atterrando, mentre Sersi corre a
soccorrere Ikaris che riesce finalmente a muoversi.
-Mai incontrato una
simile forza telecinetica – ammette Ikaris – Ki dev’essere potente quanto Zuras
in persona.
-Non conosci le leggende
sulla dea della terra, la signora della montagna? – chiede Enili – Come mia
madre scaraventò l’avamposto Deviante di Irkalla nel Sole, così potrebbe fare
con questa stessa città.
-Questi Devianti sono
ospiti di Olympia, e non deve esser fatto loro alcun male – chiarisce Sersi;
lei stessa è sorpresa dalla decisione e dalla naturalezza con cui ha pronunciato
queste parole, dopo tutto quello che quei mostri le hanno fatto. Ma nemmeno lei
li avrebbe uccisi a sangue freddo!
-Sono stati loro a
cominciare, lanciando bombe contro le vostre mura – controbatte Innara.
<<Questo dev’essere ancora dimostrato,
ed in ogni caso non è una buona scusa per trucidarli. Sentite, non mi interessa
che accordo avete fatto con Zuras: tornatevene immediatamente a casa, a meno
che non ci vogliate arrivare a calci nel sedere>>
Il trio sumero resta
letteralmente senza parole, non capacitandosi di ciò che è appena successo. Ki
fluttua verso Iron Man, guardandolo dall’alto al basso con occhi carichi di
energia cosmica.
-Tu...osi
dare ordini a me? Tu, piccolo mortale insignificante, osi parlare con
sdegno alla Regina di Eridu? Prostrati ai miei piedi ed implora pietà, o
subirai la mia ira!
<<Oh, una cosa da dire ce l’ho
eccome>> risponde Iron Man, per poi
alzare il volume prima di gridare: <<Vendicatori
uniti!>>
Una scarica di repulsori
a piena potenza si scarica sulla faccia di Ki, a distanza ravvicinata. Sarebbe
abbastanza da incenerire un essere umano, e secondo i dati a sua disposizione
dovrebbe essere più che sufficiente a mettere KO qualsiasi Eterno.
Il fumo sollevato si
dirada rapidamente, e Ki non ha nemmeno cambiato espressione. Songbird crea un
ariete di suono solido che si scaglia contro la regina, mentre Sersi ed Ikaris
rilasciano i propri raggi oculari in grado di generare abbastanza calore da
vaporizzare il ferro.
L’ariete si ferma a
mezz’aria, mentre i raggi improvvisamente si curvano e si dirigono verso
l’atmosfera. Ercole carica a testa bassa verso la regina: Eridu alza un altro
tornado per fermarlo, ma questa volta il semidio continua a camminare
imperterrito...rallentato, ma impossibile da fermare.
-Non hai ancora imparato
che non sei niente per me, mezzo umano? – lo irride l’Eterno barbuto, senza
fare troppo caso al fatto che Ercole è già a pochi centimetri di
distanza...tutto ciò di cui ha bisogno è decuplicare la forza del vento.
-Ho imparato che, con
te, non ho bisogno di trattenermi – risponde Ercole, che ormai può
completamente ignorare la forza fenomenale del vento: lo colpisce con un gancio
destro sufficiente a scagliarlo dall’altra parte di Olympia, facendogli
sfondare tutti i muri che incontra durante il tragitto.
-Questo sarà
interessante – si lecca le labbra Innara, gettandosi nella lotta.
-E’ questa la tua idea
di missione diplomatica!? – si lamenta Songbird, lanciando tutto ciò che ha
contro Ki.
<<Saresti sorpresa da quante volte ha
funzionato>> risponde Iron Man,
caricando al massimo le armi.
Ai confini del ghetto
lemuriano, intanto, un uomo dai capelli bianchi osserva la battaglia tra i
Vendicatori e gli Eterni di Eridu. E’ conosciuto ad Olympia come il vecchio
Aletheo, e dietro la schiena nasconde il braccio destro: l’esplosione ha
danneggiato la manica del suo vestito, sotto al quale si intravede a malapena
un lembo di pelle blu.
“Esattamente il
diversivo di cui avevo bisogno” pensa, prima di scomparire tra i vicoli di
Olympia.
Lemuria
Al centro dell’area
devastata dall’incendio, l’ambasciata di Olympia è in perfette condizioni.
Assomiglia ad un antico tempio greco, solo enormemente più imponente e
sfarzoso; il contrasto con le rovine che lo circondano lo fa sembrare ancora
più fuori dal tempo.
Un uomo di colore sta
terminando di ricostruirlo, battendo il proprio martello dorato sull’ultima
facciata da ricostruire. Attorno all’ambasciata, almeno due dozzine di Alti
Sacerdoti si sono inginocchiati e stanno intonando una continua litania incomprensibile.
I Vendicatori si fanno
strada tra la folla, che sussurra in continuazione indicando Thunderstrike.
Parlano anche alle spalle degli altri Vendicatori, ma evitano accuratamente lo
sguardo di Kro.
-Hey, riconosco alcuni
di quei tizi – ricorda Occhio di Falco – Sbaglio o lavoravano con Ghaur?
-E’ naturale: tutti i
membri del mio governo erano sotto il suo diretto controllo – risponde Kro.
-E tu ti fidi ad averli
attorno!? – si meraviglia Capitan America.
-Ovviamente no, ma che
scelta avevo? Ghaur aveva fatto uccidere tutti i funzionari, e non c’è nessun
altro a Lemuria con la preparazione per gestire una civiltà.
-Non temi un nuovo colpo
di stato? – chiede Machine Man.
-Sono il Deviante più
vecchio di Lemuria, robot: nessuno mi ha ucciso per migliaia di anni. Inoltre,
da quando ho vietato per legge il culto di Set, non hanno abbastanza
seguaci...li detesto, ma purtroppo ho potuto tenere soltanto le mele meno marce, per usare un’espressione
umana.
-Vietare la libertà di
culto non mi sembra un buon inizio – protesta Capitan America, che vorrebbe
avvicinarsi a Kro per parlargli faccia a faccia.
Occhio di Falco lo
blocca, fissandolo con sguardo deciso come a dire “Non ora”, e poi aggiunge:
-Se questi non sono
adoratori di Set, che stanno facendo?
-Stanno pregando per il
risveglio del Celestiale Dormiente...secondo le profezie del Libro del Sonno
Infinito, o meglio secondo la loro
interpretazione, il fatto che alcuni Eterni si siano trasferiti qui è un segno
che il Celestiale presto si sveglierà e divorerà il mondo.
-Capisco: lo stanno
implorando di risparmiarli – analizza Machine Man.
-No, gli stanno
chiedendo di lasciarli guardare mentre mangia gli Eterni. Come procedono le
riparazioni, Phastos? – chiede Kro all’eterno di colore, che non si volta
nemmeno per rispondere:
-E’ quasi finita. Ha
preso una bella botta, ma è come nuova. Presto potrò cominciare a riparare il
resto della città.
Uno dei sacerdoti
striscia ai piedi di Kro; letteralmente, perché non ha le braccia ed una coda
di serpente al posto delle gambe:
-Lord Kro, non vedi qual
è il vero fine dell’invasore? Distruggere la nostra città, e ricostruirla ad
immagine degli immortali.
-Idiozie! Perché
avrebbero attaccato la propria ambasciata, allora? – risponde contrariato Kro,
calciando via il sacerdote.
-Perché sapevano di
poterla ricostruire rapidamente, mentre noi avremmo sudato per rimettere in
piedi la nostra patria – risponde un altro sacerdote – E’ la loro natura
sentirsi superiori a noi!
Occhio di Falco è pronto
ad intervenire per separare i due litiganti, ma non ce n’è il tempo: la
facciata dell’ambasciata esplode in faccia a Phastos, sollevando una gran
nuvola di polvere.
La folla, che finora si
era tenuta a debita distanza, va nel panico. Una gran massa di Devianti imbizzarriti
che si muovono in modo disordinato per sfuggire ad un attacco di cui non
capiscono ancora nulla, calpestandosi e spintonandosi l’un l’altro.
Machine Man afferra una
delle colonne per evitare che schiacci dei passanti innocenti, mentre Thunderstrike
ed Occhio di Falco si preoccupano di disperdere la polvere per poter avere una
situazione più chiara. Kro si avvicina al punto dell’esplosione, proprio quando
Phastos si rialza dalle macerie senza neanche un graffio.
E’ il caos totale,
insomma. Capitan America non ha mosso nemmeno un muscolo, intento a fissare la
folla con occhio attento.
Era tutto calcolato,
capisce. Le esplosioni coordinate, ora questo attacco personale...chiunque ci
sia dietro, desidera un’altra guerra tra Olympia e Lemuria. E dev’essere molto
vicino all’ambasciata, per poter fare una cosa del genere: forse la prima
esplosione è stata causata da un dispositivo a distanza, ma non questa...non
dopo la ricostruzione dell’edificio
Nella folla impazzita
cerca la cosa più improbabile, un’altra persona calma ed apparentemente
innocua...e la trova. Dall’altra parte della strada, visibile a malapena tra
mostri dalle forme più disparate, vede una donna Deviante dalla pelle verde
riporre un dispositivo all’interno del vestito.
Un altro uomo esiterebbe
ad agire, ma lui è Capitan America: sa distinguere tra il momento della
riflessione e quello dell’azione, e decide di conseguenza. Lancia il suo scudo
in aria, facendolo rimbalzare addosso ad un Deviante con ali da insetto al
posto delle braccia.
Lo scudo rimbalza allora
addosso alla donna, colpendola alla testa e facendola crollare a terra. Capitan
America sa di aver individuato la sabotatrice, ma all’improvviso realizza
un’altra cosa.
Realizza che si trova a
diversi metri dagli altri Vendicatori, separati da un’orda di Devianti
terrorizzati ed arrabbiati. Capisce di trovarsi nel bel mezzo di una rivolta,
senza il proprio scudo e potenzialmente con un’intera città ostile di fronte.
E’ Capitan America, ed
ha soltanto una cosa da dire, urlandola con voce abbastanza forte da farsi
sentire da alleati e nemici:
-Vendicatori uniti!
CONTINUA